Il Comitato GiornalistiNoPrelievo: come uscire dalla nebbia della propaganda e non sprecare l’occasione del voto

Salvatore Rotondo*

Quattro anni fa, alla vigilia delle elezioni Inpgi, ci domandavamo come distinguere tra le tante buone intenzioni dei candidati che assediavano le nostre caselle di posta elettronica. Considerando che, come è noto, di buone intenzioni è lastricata la strada che porta a una più che sgradevole destinazione, il compito risulta arduo. Detto in un altro modo (lo avevamo scritto nel 2016) “il caos propagandistico rischia di creare una nebbia attraverso la quale non è facile valutare la distanza tra buone intenzioni e false promesse”.

Sarebbe sufficiente poter leggere i retropensieri nella testa dei candidati. Ma la cosa purtroppo, o per fortuna, non è fattibile. E allora vale anche adesso quello che dovrebbe valere sempre: regolarsi in base ai fatti e non ai progetti. Perché i fatti hanno radici nella realtà del passato e sono visibili, misurabili, seppur discutibili, mentre i progetti, anche quelli espressi in perfetta buona fede, sono sospesi all’insussistenza di un futuro incerto. E inevitabilmente imbellettati.

Nell’anno in corso i vertici dell’Inpgi dovranno confrontarsi con una realtà che definire drammatica sarebbe riduttivo. L’intenzione di voto di conseguenza deve essere assolutamente ragionata. Non possiamo permetterci di sbagliare. Né di disperderlo magari facendone omaggio al collega che ci telefona ricordandosi di noi ogni quattro anni. O per semplice simpatia o amicizia. E neppure purtroppo se siamo coinvinti delle personali specchiate intenzioni di un singolo candidato. Questo non basterebbe, perché mai come in questa tornata elettorale è importante affidarsi alla lista che ci dà le maggiori garanzie. E che potrà far valere il proprio peso di insieme nel Consiglio dell’Istituto.

Il Comitato GiornalistiNoPrelievo è contro… Controcorrente, lista dell’attuale maggioranza. Denominazione tra l’altro infelice: il controllo del flusso principale delle correnti politiche e amministrative lo hanno le maggioranze che governano e non le opposizioni. Costrette loro sì a nuotare controcorrente. Se ci schieriamo con l’opposizione, e questa non può certo essere una sorpresa, è perché i fatti radicati nel passato dimostrano che la maggioranza se non è forse unica responsabile, è quanto meno complice del disastro previdenziale. A partire da Camporese essa partecipò alle trattative per i contratti del 2009 e del 2014 che hanno fatto a pezzi l’istituto con l’abuso dei prepensionamenti e degli ammortizzatori sociali e con la distruzione della ex fissa. E’ responsabile poi della iniquità del prelievo forzoso, definito con intento ricattatorio “solidarietà”. Ha gestito malissimo le dismissioni immobiliari, proponendo prezzi fuori mercato e usando le finte plusvalenze immobiliari per nascondere i buchi di bilancio. Ed ora si rivolge al Consiglio di Stato pur di non rendere trasparenti le dismissioni, come ha ordinato il Tar.

Ecco alcuni dei titoli usciti su Puntoeacapo per rendere pubbliche le reali condizioni delle casse dell’istituto negli anni in cui la maggioranza si intestardiva a negare la crisi. Perché non bisogna dimenticare che il bilancio fino al 2017 dalla maggioranza veniva fatto apparire ufficialmente attivo.

28 novembre 2013

Costante perdita dei posti di lavoro. Urgenti gli interventi e gli investimenti

20 maggio 2014

Gravi preoccupazioni sul bilancio. Boom degli ammortizzatori e dei costi pensionistici

3 novembre 2014

Annus horribilis, bilancio negativo. Non si ferma l’emorragia dei posti, cambiare subito

12 novembre 2014

Il disastro è servito. Interventi immediati e speriamo che non sia tardi

26 novembre 2014

Inpgi bancomat delle parti sociali, lo dimostra il bilancio. Perché Inpgi futuro si astiene

6 maggio 2015

Bilancio in rosso profondo. Perché è giusto astenersi. Chianura unico astenuto

28 maggio 2015

Voltare pagina sul collateralismo con gli Editori e Sindacato

28 aprile 2016

Il Bilancio del dissesto passa con 17 voti contrari

24 ottobre 2016

Voragine senza fine nel bilancio

29 ottobre 2016

Passa un bilancio fallimentare con 16 voti contro

27 aprile 2017

Il bilancio del profondo rosso passa con 15 voti contrari

27 ottobre 2017

Arriva il bilancio che scopre le carte. Inpgi Futuro vota contro

9 novembre 2017

Il bilancio scopre le carte su 8 anni di errori strategici

20 aprile 2018

Chianura: lavoro comune contro il disastro ma a condizioni chiare. Il no al bilancio

26 aprile 2018

Un terzo del Consiglio generale dice no al bilancio del profondo rosso

17 aprile 2019

Patrimonio e iscritti in picchiata. Peggior bilancio nella storia dell’Istituto

30 ottobre 2019

Bilancio amaro di fine mandato. Ora attenti alle promesse elettorali

Tra le liste dell’opposizione invitiamo i colleghi a votare in blocco per i candidati di Inpgi Futuro, emanazione di Puntoeacapo. Che da cinque anni ha fattivamente sostenuto i pensionati in tutte le iniziative contro un prelievo forzoso inutile e prevaricatorio.

Qui il link del programma in pochissime parole

https://www.puntoeacapo.org/2020/01/19/inpgi-futuro-in-pochissime-parole-quello-che-abbiamo-fatto-e-quello-che-pensiamo-di-fare/

E qui il link dei candidati

https://www.puntoeacapo.org/2020/01/14/inpgi-futuro-chi-siamo-e-da-dove-veniamo-leggi-le-biografie-dei-nostri-candidati/

*A nome del Comitato GiornalistiNoPrelievo

2 pensieri su “Il Comitato GiornalistiNoPrelievo: come uscire dalla nebbia della propaganda e non sprecare l’occasione del voto

  1. Bene. Chiaro ed “esaustivo” (come amava dire un collega di Rinnovamento). Però sarebbe opportuno avere una valutazione anche sulle altre liste dove si sono candidati signori (e signore!) che hanno trasmigrato da sinistra a verso il centro, cosa che avviene SEMPRE ad ogni elezione. Il/la sindacalista mascherato/a, lo/la chiamerei.

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    • Grazie per l’intervento. Rispondo a titolo personale. Non mi sembra utile entrare nel merito di singoli comportamenti, scelte o migrazioni politiche. Per quanto mi riguarda conosco almeno un collega, il che non vuol dire che non ce ne sia più di uno, schierato nella lista di maggioranza, degno del massimo rispetto e fiducia. Non lo voterò comunque, come ho avuto modo di spiegargli, perché ho il massimo di sfiducia nel gruppo in cui ha scelto di schierarsi, che ha guidato l’Inpgi premendo sull’acceleratore anche quando, senza neppure un filo di nebbia, all’orizzonte si andava delineando, chiaro e visibile, il muro contro il quale stiamo rischiando di sbattere. Loro, autisti maldestri, e noi con loro incauti passeggeri. Non lo voto per due ragioni: perché per quanti sforzi possa fare la sua rimarrà inevitabilmente una voce inascoltata. La seconda ragione, l’abbiamo spiegata nell’articolo: è importante soprattutto, in questa tornata elettorale, unire le forze per salvare quello che è ancora salvabile. E lo si può fare solo con un’azione politica di insieme. Ben vengano le altre voci libere che hanno scelto di schierarsi all’opposizione. Tra loro molti i colleghi capaci e responsabili. E con loro Inpgi Futuro potrà coordinarsi per agire al meglio. s.r.

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